Primo tratto di discontinuità: la ciclabile finisce e si entra in un piccolo parcheggio comunque tranquillo. Si prosegue dritto, sinistra destra e si ritrova la pista in meno di 100 metri.
Rinizia la pista ciclabile, separata dalla pedonale e dalla strada per mezzo di guard rail. Un chilometro dritto che attraversa la laguna, siete praticamente sospesi sull'acqua.
Quindi occorre attraversare la strada. Ci sono le strisce pedonali e ultimamente gli automobilisti sembrano più educati. Occhio comunque perché a volte qualcuno viene forte.
Si imbocca quindi una specie di bretella sulla sinistra della strada, lunga circa 100 metri, chiusa al traffico e che porta al prosieguo della pista ciclabile.
Riparte la pista ciclabile, che corre tra strada e laguna ed offre la vista di Orbetello dal lato del Monte Argentario (sembra quasi che galleggi sull'acqua).
Finisce la pista ciclabile ed inizia la strada che porta alla spiaggia della Feniglia. La strada è mediamente trafficata solo d'estate, e comuque lo scorrimento è lento. Non bisogna arrivare fino in fondo a questa strada.
Dopo 500 metri, infatti,sulla sinistra si trova una strada in finto sterrato (è bianca, ma sotto c'è un fondo duro, non capisco cosa, l'hano trattata di recente) che porta all'ingresso della riserva forestale.
Da qui iniziano 6,5 chilometri di sterrato leggero, con dolci saliscendi non impegnativi. Oltre alla strada principale (sulla destra non appena varcato il cancello di ingresso), esiste un sentiero più accidentato che costeggia la laguna e consente il bird
Lungo la riserva, sulla sx partono sentieri ornitologici, mentre sulla dx partono sentieri che portano alla spiaggia. Consiglio quelli intorno al terzo-quarto chilometro (ci sono i cippi chilometrici).
Inoltre, dipende dalla stagione, si possono incontrare tassi, poiane, volpi, daini. Occhio a questi ultimi in primavera: sono grossi e pieni di ormoni. In autunno ci si può imbattere invece in piccoli gruppi di cerbiatti.
Qui termina la riserva e si ritorna sulla strada. Di nuovo, d'estate c'è un po' (non molto) di traffico, per il resto dell'anno non c'è problema. Si prosegue verso sinistra oltrepassando il ponte sul canale che collega la laguna al mare.
Dopo poche centinaia di metri sulla sinistra trovate un impianto di itticoltura (lo riconoscerete per via delle vasche per l'ossigenazione dell'acqua) posto prima di un angusto sottopassaggio ferroviario. Sulla destra dell'impianto c'è un cancello chiuso
Qui troverete un cancello come quello di prima, chiuso ma con passaggio laterale: segna la fine del tratto esclusivamente ciclabile, ma il traffico è praticamente nullo. In questo punto si pedala tra aironi, cavalieri d'Italia, cormorani, gabbiani, etc
Attenzione quindi al tratto tra F e G: la strada è scarsamente trafficata, ma è a senso unico, e presa in questo senso siamo contromano. Prudenza.