Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Novità dal mondo delle due ruote

Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi giovi il 11 mag 2009, 2:07 pm

Sono appena tornato da Melbourne in cui ho trascorso le scorse 5 settimane scorrazzando per la città con una bici usata e vorrei condividere con voi alcune idee su come migliorare la fruibilità della città da parte dei ciclisti.

Le piste ciclabili sono tanto più fruibili quanto più sono continue e con meno gradini o “irregolarità” in generale del fondo stradale. “Bella scoperta” mi direte voi ma aspettate un attimo..
Queste caratteristiche non si ottengono necessariamente con grosse spese per realizzare banchine dedicate a fianco di strade esistenti con complicazioni e costi notevoli che troppo spesso scoraggiano le amministrazioni pubbliche nel approvare il progetto o, quando invece lo fanno, ne risulta un tracciato discontinuo, contorto e con tratti ottimi che finiscono improvvisamente.

Banalmente, una striscia di vernice sulla carreggiata esistente ad una distanza dal ciglio della strada che vari da un minino di 40-50 cm fino a più di un metro, a seconda della larghezza della strada, realizza una eccezionale pista ciclabile.
Immagine
Un simbolo della bici stampato ogni tanto ne ricorda la funzione e, a tratti, nelle zone piu’ a rischio, colorando di un rosso e di verde la corsia. La vernice che usano e’ anche antisdrucciolo con un effetto portentoso, specialmente nelle curve e con strade umide o bagnate.

Il fatto di poter utilizzare direttamente l’asfalto offre da subito un incremento di km di piste ciclabili enorme. Si può dire che il 98% delle strade di Melbourne sia effettivamente una pista ciclabile. Il costo è ridottissimo ed i tempi di realizzazione molto brevi.
Ho realizzato un filmatino come semplice montaggio di foto per chiarire velocemente quello che ho cercato di spiegare

Ovviamente l’integrazione con banchine dedicate e percorsi dedicati, inanellando parchi pubblici, va da se che possono solo migliorare il tutto.

Quando sul bordo strada è previsto un parcheggio, semplicemente la famosa striscia verniciata non fa altro che mantenere la distanza non più dal ciglio strada ma dalle vetture parcheggiate. Ne risulta un percorso continuo in tutta la città ed ogni strada diventa una pista ciclabile. Di fatto la strada diventa pensata per tutti i mezzi che la percorrono, pedoni, bici ed auto. Come è giusto che sia e la pista ciclabile non è più un eccezione da segnalare. Le loro strade non sono piu’ larghe delle nostre quindi non servono modifiche “strutturali”.

Va da se che il tutto funziona se gli automobilisti rispettano la linea che delimita la “bike lane” ovvero la corsia dedicata alle bici.

Sarebbe bello sensibilizzare gli enti pubblici preposti ed il fatto di parlarne con voi 3000 utenti di piste ciclabili mi da la speranza di poterci riuscire. Sicuramente qualcuno tra di voi puo’ suggerire la modalita’ giusta per farlo ed il fatto di poter collaborare con diverse regioni d’Italia garantirebbe la necessaria uniformita’ di intervento.

Ultima proposta e poi vi lascio: cerchiamo di convincere Trenitalia ad annullare il costo del biglietto per la bici? Almeno per tratte inferiori a qualche decina di km, magari dedicando un vagone in coda per le bici su tutti i treni e non solo su alcuni come succede oggi (tra l’atro solo regionali). L’accoppiata treno piu’ bici offre una liberta’ enorme di spostarsi in modo efficiente e ad impatto zero

Ciao, Giovanni
Ultima modifica di giovi su 11 mag 2009, 11:16 pm, modificato 1 volte in totale.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi pedalgronda il 11 mag 2009, 2:47 pm

Ho appena postato il tuo, bellissimo, video su una discussione su un forum di Milano.
E' di oggi la "notizia" della pericolosità della bicicletta.

La soluzione per diminuire il traffico, rendere le città più belle e silenziose e ridurre il numero di morti passa da soluzioni come quella da Giovanni documentata.

A Milano spero che il lavoro dell'Assessore Croci eviti altre croci agli incroci.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi giovi il 11 mag 2009, 3:40 pm

Ho appena ricevuto una telefonata da Roma dal simpaticissimo Prof. Dal Monte che, dopo aver letto a proposito delle corsie ciclabili, vorrebbe sapere come rendersi utile.

Il Prof. fà notare come la notizia sulla pericolosità della bicicletta dovrebbe allarmare molto le amministrazioni pubbliche che ne stanno incentivando l'utilizzo.
Ovviamente è una provocazione, come a dire: bene vuoi veramente incentivare l'utilizzo del mezzo più ecologico che esiste, renditi conto però che, in un contesto non idoneo, quel mezzo è "fragile" e va protetto come fanno i tutti i paese i cui seriamente considerano la bici come ottimo sistema di trasporto in contesto urbano.

Il professore, esperto di ciclismo (ha inventato, ad es. le ruote lenticolari che hanno valso molti ori olimpici italiani) e di molti altri sport, fa notare come la pericolosità maggiore per le bici in un contesto urbano, siano le intersezioni in cui il ciclista, poco propenso e fermarsi perchè paga sulla sua pelle la perdita di energia cinetica (leggasi deve spendere energia per riaccelerare), tende a non fermarsi.
Quindi un grosso aiuto per diminuire gli incidenti è quello di rispettare gli stop ed i semafori rossi. Sappiamo tutti che la tentazione di ficcare il naso nell'incorocio e ripartire è alta però dobbiamo essere consapevoli che è il momento in cui rischiamo di più.
Ringraziamo il Professore per il suo punto di vista e per la sua disponibilità a collaborare.
Già perchè in chiusura di telefonata, si è offerto di utilizzare la sua notorietà per diffondere la cosa anche a livello televisivo.

Sarebbe opportuno però prepararsi a modo per evitare di perdere l'occasione ghiotta e sarebbe bello ricevere i vostri consigli ed idee per preparare un eventuale passaggio televisivo.

ciao, Giovanni
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi emabiond il 12 mag 2009, 1:10 am

A tal proposito ho sentito in varie occasioni in ambito istituzionale e non, sia personalmente o tramite interviste, dibattere sull'argomento "corsie ciclabili" Eugenio Galli presidente fiab. Ma aimè le amministrazioni cittadine semprano un tantino sorde..o occupate a fare altro.
O forse il problema stà a monte, mi spiego meglio con un esempio di vita vissuta. Mio nonno, pace all' anima sua, perse la vita proprio investito da dietro da un'automobile negli anni 80, mentre stava percorrendo a lato carreggiata una statale, la vecchia Aurelia. Il fatto è che quel tratto attraversa il mio paese d' origine e molte frazioni limitrofe collegate con il centro del paese. Poco dopo il fatto fecero la striscia gialla, manco quella ai tempi c'era, fu realizzata postuma perchè l' assicurazione dell' automobilista investitore ne fece una questione di mancata segnaletica orizzontale come codice stradale prevede, con l' obbligo la striscia gialla o bianca sul lato destro a delimitarne la corsia di marcia, scaricando le responsabilità non sul suo suo cliente, ovviamente, che poveretto senza striscia aveva perso l' orientamento, ma sull' amministrazione comunale e l'Anas. E forse se nel codice stradale ci fosse l' obbligarietà di realizzare delle corsie ciclabili nelle zone a maggiore rischio, che per intenderci in una città come Milano può essere anche Corso Bueno Saires o le circonvalazioni interne, allora forse le amministazioni provvederebbero a fare qualcosa per timore di esborsi se nella malaugurata ipotesi di incidente mortale le assicurazioni si rifacessero su di loro per mancato adempimento al regolamento.
Chiudo, dicendo che ora dopo tanti anni in [url]questo[/url] tratto di strada è stata realizzata un' ottima ciclabile protetta.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi emabiond il 12 mag 2009, 1:15 am

non sono riuscito a fare il collegamento automatico alla ciclabile vedi http://www.piste-ciclabili.com/itinerar ... ano-solvay
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Messaggiodi giovi il 14 mag 2009, 4:34 pm

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w i veri premier......

Messaggiodi giovi il 16 mag 2009, 7:27 pm

:noti ecco un esrtratto di un articoletto su come altri paesi curino la crescita del trasporto su bici come azione strategica nel migliorare la qualita' della vita nei centri urbani.

...In January, Premier John Brumby asked for ideas to improve transport flows in and out of the city. Bicycle Victoria responded by devising a detailed map of bike routes within a 10-kilometre radius of the CBD (blocco centrale della City)- the average distance travelled by beginner cyclists in Australia. The plan includes suggestions for how to make these routes more bike friendly and has borrowed ideas from Denmark and the Netherlands, where about 30% of the population rides to work - a figure Bicycle Victoria believes is achievable here. Other ideas have come from Montreal and Vancouver.

And they are not the only cities backing bicycles. London, for instance, wants to increase cycling around the city by 400% and plans to spend more than $1 billion over the next decade improving cycling routes and expanding the bike-hire network (an idea it borrowed from Paris). Eddington also proposes introducing bike-hire schemes in the inner-city and major suburban centres. And he suggests creating cycle "superstations" to provide parking, showers and lockers for commuting cyclists, an idea now being tested in London.

Bicycle Victoria's strategy aims to quadruple the number of cyclists commuting to work in the city. In March last year, bicycle traffic accounted for 7.9% of all vehicles entering the CBD (up from 3.9% in 2006). Some of Bicycle Victoria's ideas are simple and inexpensive, such as painting the bicycle lane green, or placing a rubber strip or a vibrating line between the bicycle lane and the road. Others are more sophisticated and expensive, such as the route now in place in Swanston Street where concrete barriers and a row of parked cars stand between cyclists and the traffic. This has become known as the Copenhagen lane.....


Per ora il Sig. Sindaco di Moncalieri non ha risposto alla e-mail in cui chiedevo di valutare l'idea per le strade piu' trafficate della citta', larghe e caotiche per i ciclisti, nonche' piatte ed ottime per entrare in Torino in bici anziche' in auto. Dev'essere veramente impegnativo essere sindaci perche' non si ha neanche il tempo di rispondere ad una mail :sveglio. Chissa' Obama come fara' a trovare il tempo di lavarsi i denti.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi pedalgronda il 16 mag 2009, 8:35 pm

Caro Giovi,

aspettati l'impossibile dai nostri amministratori. Io continuo a ricevere dall'Assessore Croci del Comune di Milano una risposta ciclostilata priva di senso se legata alla mia richiesta di incontrarlo faccia a faccia:

Egregio Ing. Gronda, in merito alle Sue osservazioni qualora vi siano delle applicazioni tecnico scientifiche innovative da presentare al Comune di Milano in materia di mobilità, di trasporti, o di problematiche ambientali, è necessario trasmettere una documentazione dettagliata di tali proposte alla Segreteria Tecnica dell'Assessorato alla Mobilità Trasporti e Ambiente , in via Beccaria 19 - 20122 Milano tel.02/88453300/1, affinchè si proceda ad un primo esame delle stesse, dopodichè, nel caso si intravedano da tale analisi dei possibili sviluppi scaturibili dal contenuto presentato, sarà possibile colloquiare nel merito delle soluzioni tecniche prospettate. Ringraziando per la collaborazione è gradita l'occasione per porgere Distinti Saluti La Segreteria dell'Assessorato Mobilità, Trasporti e Ambiente


Regione Lombardia rispose invece al mio lavoro (protocollato a colori a 5 assessori e al buon Formigoni) solo dopo che mi rivolsi al Difensore Civico, una specie di avvocato che cura il funzionamento dell'amministrazione: la risposta era il copia incolla della mia domanda con aggiunte un paio di panzanate che poi non hanno avuto seguito (grazie a Scheggia97)- Bugie e complicazioni fatte apposta per scoraggiare le iniziative dei cittadini.

abbi pazienza insomma
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grazie a Mauro Corona...

Messaggiodi giovi il 16 mag 2009, 9:52 pm

caro pedalgronda,

a proposito della pazienza che mi incoraggi a portare ti posso dire che la fase di scoraggiamento piu' acuta l'ho gia' superata qualche anno fa. Decisi infatti che quando si sente una spinta per un valore che si ritiene superiore si deve umilmente esprimerla senza aspettare che essa possa concretizzarsi solo in condizioni ideali. Anzi se siamo in un certo posto e sentiamo di dover fare qualcosa, e' in quel posto e con quelle condizioni che lo dobbiamo fare. In Australia sentii che molte delle condizioni erano gia' belle che attuate e reali ma anche che il presidio che cura l'ambiente, li e' presente e forte.
Qui invece il presidio va rinforzato, come nel film "Braveheart" quando al piccolo esercito scozzese si unirono gli irlandensi. Wallace, a quelli che manifestarono paura disse qualcosa del genere "meglio morire per la liberta' che scappare e sentirsi morti dentro".
Decenni di politica da paese dei cachi ci hanno fatto un po' morire dentro, se non altro assopire ma il piccolo esercito si deve ingrandire sempre piu'. I tempi sembrano maturi anche qui da noi anche se giusto oggi pomeriggio, al salone del libro di Torino, Mauro Corona ha detto che la gente si svegliera' solo quando avra' fame e che la crisi di oggi non cambiera' la mentalita' prevalente. Ha detto poi altre cose interessanti, come sempre, tipo "torneremo a coltivare l'orto". Sembra una cavolata ma sintetizza molte considerazioni. Infine ha detto di insegnare ai bambini che il vero valore e' il tempo libero speso bene e non il denaro.

Aggiungo in coda una risposta che ho dato in mail ad una persona che, ricevuto il link a questo post, ha deciso di diffonderlo attraverso una newsletter da lui gestita e molto seguita nella provincia di Torino.

Ovviamente sono d'accordo con lei sul fatto che la bici sara' il mezzo di trasporto individuale del futuro.

Si parla tanto di trasporto sostenibile, come e' giusto che sia, pero' la maggioranza dei nostri connazionali, anche al governo, pensa che tra la condizione attuale e quella "sostenibile" ci debba essere un salto quantico nelle tecnologie e quindi chissa' quando avverra'. Pensano che loro possano solo aspettare che finisca il petrolio e che nel frattempo qualche topo di laboratorio inventi la batteria da 600km di autonomia per le auto.
Io lavoro al Centro Ricerche Fiat e nel 2008 ho partecipato al progetto di Phylla (auto elettrica e solare)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/05/fiat-phylla.shtml?uuid=a2fb264e-28cc-11dd-ad01-00000e25108c&type=Libero
finanziato dalla regione Piemonte. Sono quindi informato sulle tecnologie disponibili oggi e nel breve/medio periodo. Ebbene, ogni giorno riesco ancora a strupirmi dell'efficienza della bici nei trasporti a corto/medio raggio ed in particolar modo in citta'.

Pedalo tutti i giorni per 45 min e percorro 25km per raggiungere Orbassano da Trofarello. Mediamente credo di spendere 0.1KW per 0.75h, quindi 0.075kWh di energia. Prendendo l'auto, in 25 min con circa 30kw (andando molto tranquillo), spendo circa 15kwh. Il rapporto e' di 15/0.075= 200! Ovvero la bici e' 200 volte piu' efficiente dell'auto a parita' di lavoro svolto, ovvero di portare il sottoscritto in ufficio. E' particolarmente efficacie come mezzo individuale se confrontato con l'auto in quanto questa risulta sfavorita essendo pensata per trasportare 4/5 persone.

E' sempre impressionate rendersi conto di questi numeri, ancor piu' se si considera che nel primo caso, non si produce un grammo di C02. Qualche pignolo potrebbe dire che si produce con la respirazione ma cio' avverrebbe anche stando seduti in macchina. Inoltre mangiando una fetta di torta di riso, per accumulare l'energia necessaria alla pedalata , si consuma un prodotto della terra cresciuto intrappolando del carbonio, quindi di nuovo neutro. Ogni litro di petrolio bruciato invece preleva della C02 immagazzinata nel sottosuolo e la aggiunge come "nuova" in atmosfera.

Non calcolabili facilmente invece i benifici derivanti dal movimento all'aria aperta che favoriscono l'apertura mentale verso valori piu' elevati, la conoscenza del territorio e del suo degrado, una buona forma fisica nonche' la generazione di una sacco di nuove idee.

Arrivo anche a dire con convinzione che un popolo che si sposti maggiormente a piedi od in bici accresce di molto ed in poco tempo l'attitudine di pensare al bene della comunita', del territorio e di agire in modo concreto ed attivo (mi sento un po' Emerson o Thoreau dicendo queste cose)

L'ho sperimentato su di me e su altre persone.

Il salto quantico quindi c'e' gia' stato cento anni fa.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi emabiond il 16 mag 2009, 10:10 pm

Ciao Giovi,
scusa, ma Mauro Corona a Torino in quale contesto era inserito?
Conosco la sua storia e il suo lavoro come scrittore, trovando quello che racconta sulle montagne e i suoi racconti sulla natura, un qualcosa di unico. Un vero saggio d'altri tempi che dovrebbe essere invitato nelle scuole fin dalle prime classi.
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....qualche dettaglio in piu' sul concetto

Messaggiodi giovi il 17 mag 2009, 4:50 pm

ciao emabiond,
non so dirti quale sia stato il programma di Corona al salone del libro, io l'ho visto in tv, intervistato da Rai3 durante "ambiente Italia".

Ho speso un po' di tempo per schematizzare le peculiarita' delle corsie ciclabili.
Per evitare equivoci vorrei sottolineare che non vogliono rappresentare una forma alternativa ed esclusiva rispetto alle piste ciclabili dedicate. Sono un ausilio efficace, come integrazione di queste, per creare la rete ciclabile nel suo insieme. E' un dato di fatto che la percorrenza su tratti di strada condivisa con le auto ci debba essere quindi e' questa convivenza che va organizzata. Lo sottolineo perche' nel blog di massacriticatorino alcuni utenti hanno ribadito il loro totale ed unico credo nelle piste dedicate.
Solo in un paese ideale, progettato da foglio bianco, si potrebbe prevedere una rete ciclabile completamente dedicata.
Quando in veste di ciclista "sportivo", a cavallo di una bici da corsa, ho sempre preferito comunque rimanere sulla strada asfaltata, molto piu' scorrevole, pulita e continua come fondo stradale. Nessun ciclista sportivo andrebbe mai sui marciapiedi, non si lascierebbe mai palleggiare a destra e sinistra su improbabili "piste ciclabili' fatte da strisce rosse con curve a 90gradi ogni 2metri, non percorrerebbe fondi sabbiosi con bottiglie di vetro spaccate o radici degli alberi che crepano l'asfalto o accetterebbe di fermarsi ogni 3 minuti perche' c'e' un cane al guinzaglio o gente che cammina in centro alla pista. Ad Amsterdam, percorrendo per pochi metri la pista ciclabile in contro mano mi sono preso una bevuta incredibile da un ciclista, giustamente!

Chi deve farsi km e km in bici ottimizza lo sfruttamento delle energie e della velocita'.
Andare in bici e' molto divertente ma non e' un gioco, utilizzare il mezzo per sport o come mezzo di trasporto e' una cosa seria. Per questo motivo, occorre organizzare le strade asfaltate in ottica anche di bici perche' e' su quel terreno che si gioca il vero salto di qualita' nel rendere la circolazione piu' sicura e user-friendly anche per persone non abili a saltare dai marciapiedi, fare zig zag e tagliare con una mano sul manubrio, guardando indietro, tre corsie ad alto scorrimento. Allargare la base di utenza vuol dire portare queste persone in bici. Gli urban biker di vecchia data riescono ad andare in bici in tutte le condizioni gia' ora.
Mi godo anche io le piste dedicate che tagliano la citta' sfruttando la flessibilita' unica del mezzo bici, sotto i ponti, su passerelle a chiocciola etc. pero' impuntarsi nel considerarle come unicaa soluzione, anche di fronte a richieste ai comuni, si commette un errore in quanto nei paesi in cui si spendono milioni di dollari o euro per fare i percorsi dedicati, hanno da anni basi di utenza (gente che si muove in bici) a due cifre (10,20,30%). Solo allora le nostre amministrazioni pubbliche, di fronte all'evidenza, ne prenderebbero atto. Bisogna quindi passare attraverso una soluzione ibrida ma efficace, a bassissimo costo e realizzabile in pochi giorni. Potrebbe sembrare una provocazione e non vorrei esagerare (non mi ritengo un estremista), se dicessi che , potendo percorrere la tangenziale di Torino in bici, ovviamente in una corsia dedicata, senza incroci o semafori arriverei al lavoro molto prima e con molti meno rischi di saltare sul cofano di qualcuno. Ottimo sfruttare le vecchie ferrovie dismesse e tutte quelle direttrici con poche intersezioni. In Autralia ammettono le bici sulle Highway (analoghe alle nostre autostrade), non credevo ai miei occhi.

L'impegno grosso e' quello di farsi promotori verso le amministrazioni locali dei vostri paesi e vedere se almeno un sindaco in Italia accetti di integrare la rete stradale e quella ciclabile nel modo seguente.
Ecco alcuni schemi utili alla comprensione:
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Il sindaco della mia citta' (Moncalieri) non ha neanche risposto alla mail, preferisco pensare che l'indirizzo non fosse corretto.

In questi giorni sto provando a realizzare una bici molto particolare. Spero di arrivare presto ad un prototipo funzionale. Qualora il concetto si rivelasse funzionante, prometto qui, pubblicamente, che il primo che riuscira' a convicere un sindaco avra' in regalo un esemplare, :bboni, calma, e' domenica ed i sandaci sono fuori ufficio..
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi Pimpa il 27 giu 2009, 4:30 pm

Miracolo a Milano?
Da qualche tempo è apparsa una striscia ciclabile sul ponte del Naviglio Grande di via Troya. La sto percorrendo tutti i giorni. Peccato che le moto se ne approfittino. E dire che anche la corsia per i mezzi pubblici è loro concessa! Spero tanto che sia comunque un inizio per la nostra arretrata città. :confused
Allego immagine.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi emabiond il 27 giu 2009, 7:49 pm

Confermo, è stata una gradita sorpresa incontrata oggi di ritorno dal mio giro Milano-Abbiategrasso- Ticino, è su entrambi i lati del ponte, peccato che poi si interrompa al primo semaforo dove termina il cavalcavia.
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Re: Aumento drastico delle piste ciclabili a costo minimo

Messaggiodi giovi il 27 giu 2009, 8:50 pm

molto bene, qualche volta capita che chi e' piu' "arretrato" faccia un salto piu' lungo per recuperare la distanza.
L'altra sera sono andato in centro a Torino per vedere i tradizionali fuochi di S.Giovanni. Il traffico che ne consegue suggerisce fortemente di andarci in bici. Bene, al rientro, ho dovuto pedalare zizagando tra le due corsie di veicoli affiancati poiche' a bordo strada non vi era spazio sufficiente per passare (pur essendo C.so Casale molto largo).
Mentre pedalavo pensavo a tutti coloro che sul sito di massacritica torino hanno criticato l'idea delle corsie ciclabili, arrivando alla considerazione che probabilmente non pedalano cosi' spesso per la citta' e fanno un uso delle piste ciclabili "ideali/idealizzate" solo in sogno. A me capita spesso di dover metter il piede a terra perche' le auto stringono verso il ciglio strada pur avendo ampio spazio a sinistra. E' evidente che lo facciano perche' non guidati opportunamente da una segnaletica dipinta.

Comunque grazie ragazzi per aver rinnovato l'interesse a questo post.
ciao, giovanni
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