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Laipacco - Orsaria (anello)

Profilo altimetrico

Pendenza media 0%, max 1% Dislivello salita 129m, discesa 127m, assoluto 2m .

Caratteristiche

Sicurezza

Tipo: ciclostrada
Adatto a bambini: Si

Lunghezza

Distanza:26.2 km
Durata: 1.8 ore a Km/h

Fondo stradale

Pavimentazione:ghiaia
Adatto a pattinatori: Non votato

Tipi di bicicletta

Mountain Bike, Gravel
L'itinerario recensito illustra un'escursione di semplice realizzazione dal punto di vista tecnico-ciclistico, sviluppando essenzialmente in piano e quasi interamente su percorso non asfaltato con un buon fondo tipico delle strade bianche, praticamente privo di traffico veicolare e pertanto consigliato a comitive con bambini già "pedalatori".

Qualsiasi bici può fare al caso, anche senza rapporti, sconsigliate logicamente quelle da corsa su strada.

Un discorso diverso merita invece la capacità di orientamento, visto che per compiere il giro non vi sono poi tante indicazioni, anzi, bisogna sapersi destreggiare seguendo le mappe oppure avendo un buon GPS.

Riguardo alla cartografia, si può fare riferimento a quella in commercio con scala almeno 1:100.000, ma meglio ancora a quella pubblicata gratuitamente online (per ora) dalla Regione Friuli Venezia Giulia avente un dettaglio di 1:5000: dettagliatissima!

La lunghezza del circuito lo rende fruibile ai fini di una semplice uscita di gruppo o quale tragitto "andata e ritorno" da seguire per far festa in una delle tante "frasche" (osterie tipiche) presenti a ridosso del Collio Friulano. La durata dell’escursione può variare dalle 2 ore e trenta a salire, senza velleità agonistiche.

Vista l’esposizione, consiglierei di percorrere il tragitto in una giornata non eccessivamente calda e considerato il fondo, non a seguito di forti perturbazioni atmosferiche.

Una menzione particolare la meritano i paesaggi attraversati. Si tratta di scenari agricoli di vario genere: si va dai campi di mais, a quelli di soia, ai vitigni ordinati, ai prati, ai boschetti fluviali. Ci si imbatte in antichi casali che conservano ancora oggi la memoria architettonica di quella autarchica autonomia della quale hanno goduto fino a ben oltre la metà del secolo scorso. Le stradine sono ben tenute, prive di immondizie, con vari fiori spontanei a decorare i fossi che le separano dai campi, delimitate dai tipici "morars" alberi di gelsi dalla tozza potatura.

Anche la fauna è varia e abbondante: si incontrano diversi tipi di uccelli anche rapaci, lepri, caprioli, cinghiali, questi spesso sbucano ignari dalle coltivazioni o dai boschetti o corrono in attraversamento di prati.

Consiglio la deviazione in zona S.Martino, prima di entrare ad Orsaria, sulla sponda destra del fiume Natisone per scoprire un paesaggio selvatico dove non di rado si possono ammirare tranquilli aironi e perché no per rinfrescarsi i piedi nelle fresche acque.

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